Le interviste di Skouty: Federico Maggiani

Le interviste di Skouty: Federico Maggiani

Le interviste di Skouty: Federico Maggiani 1131 698 Skouty

Quando abbiamo conosciuto Federico e il suo centro Eddyline abbiamo subito pensato che meritasse uno spazio per poterlo conoscere meglio. Il suo elemento principale è l’acqua visto che si occupa di attività outdoor fluviali in Valsesia.

Cosa ci ha incuriosito? La sua storia e la sua perseveranza.

Federico Maggiani e la perseveranza

Raccontaci di te… Come ti chiami e che cosa fai nella vita?

Mi chiamo Federico Maggiani e sono guida fluviale FICT, istruttore di canoa FICK, guida e maestro rafting e Hydrospeed FIRaft, guida Canyon e maestro di Torrentismo AIGC.

 

Qual è il primo impatto che hai avuto con la tua disciplina e come hai mosso i primi passi?

Ho mosso i miei primi passi in questo mondo quasi per caso, dopo che un amico mi ha proposto un giro con la canoa.

Dopo questa avventura, ho continuato a praticare altre attività fluviali, fino a quando, nel 1999 ho trasformato la mia passione in un lavoro a tutti gli effetti, dedicandomi all’insegnamento del kayak e praticando altri sport fluviali.

Nel 2001, insieme a un altro professionista, ho fondato Eddyline, il centro sportivo di cui ora sono direttore operativo e responsabile tecnico.

Con Eddyline, ci occupiamo di diversi sport e non solo legati all’acqua: dal rafting alla canoa, dal trekking all’hydrospeed, per passare ancora dalla mountain bike all’arrampicata sportiva.

 

Qual è l’insegnamento più grande che questo sport ti ha dato?

Una delle cose più significative che ho imparato grazie al mio lavoro è quella di ascoltare ed entrare in contatto con me stesso.

 

Qual è la cosa che ami di più del tuo lavoro?

Ciò che amo di più è senza alcun dubbio il rapporto che ho potuto sviluppare con la natura e il senso di incredibile libertà che essa mi regala.

In secondo luogo, amo il contatto con la gente, conoscere persone nuove ogni giorno e rapportarmi con loro.

Che consiglio daresti alle persone che vogliono approcciarsi per la prima volta a questa disciplina?

La prima cosa che mi viene da dire è quella di avere voglia di divertirsi.

Avere il coraggio di testarsi in qualcosa fuori dall’abituale e staccare per un momento dalla routine quotidiana, per immergersi nella propria piccola bolla e godere di una nuova esperienza.

 

Se ti diciamo la parola “Skouty” qual è la prima cosa che ti viene in mente?

A causa di deformazione professionale, associo subito questa parola a un termine tecnico utilizzato nella mia disciplina: scouting. Si tratta di una vera e propria “missione” di esplorazione per percorsi particolarmente impegnativi.

Quale valore aggiunto pensi possa dare Skouty alla tua attività?

Vedo Skouty come un grande contributo al lavoro che svolgo. Permette una maggiore divulgazione delle mie attività ed è un’ottima possibilità per raggiungere un pubblico più ampio.

Perché hai deciso di affidarti a Skouty?

È un nuovo modo di proporre, conoscere e prenotare esperienze all’aria aperta in modo rapido e soprattutto innovativo.

Hai un tuo motto personale?

C’è una parola che è un po’ il mio mantra: “perseveranza”.

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